Promesse

Susanna stava seduta sul tetto e litigava col vento.

Cieli elettrici

Sotto cieli elettrici scivolo sulla strada. Sono notti impavide, ma io che mi ci addentro, forse, non lo sono altrettanto. Corro dentro a pensieri opachi come una lunga fila di vagoni.

Un casquet per Carmen

Carmen dai fianchi di chitarra gitana e dal passo ondulato. Carmen dalle ciocche di velluto e dalle ciglia di ambra. Carmen delle storie d’amore come un tango indifferente.

La mia difesa

Il silenzio, la mia difesa.

Mi faccio cantore di mille novelle, il Messia dalle infinite parabole, la metafora che cela un dolore, una gioia inconfessabile, un moto segreto del cuore. La mia difesa.

Amo di te

Amo di te il tuo silenzio.
Le tue mani forti da uomo.
Il tuo naso e le sue lentiggini.

Le cose che dici, e anche quelle che non dici.
Le cose che sai, e anche quelle che non sai.

Poche ore

Niente, ormai era tardi. Cristina diede l’ennesima occhiata all’orologio da polso che aveva sistemato sull’erba accanto a sé. Le quattro meno un quarto. Era davvero troppo tardi.